Fuga dal banale

Come si fa a scrivere un articolo di sedicimila parole su Bruce Springsteen senza essere banali? Ci si chiama David Remnick, si scrive per il New Yorker, ci si documenta, si va a vedere le prove del tour di Springsteen, si va a casa di Jon Landau, si va a casa dello stesso Springsteen.

Certo, non tutti possono permettersi tutto questo, ma non sono sicuro che molti altri, dopo averne avuto l’occasione, saprebbero scrivere un pezzo piacevole e interessante come quello che Remnick ha scritto per il New Yorker. E se il New Yorker è una delle riviste più autorevoli e citate del mondo ci sarà pure un motivo.

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