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Due parole bruttissime, tanto per cominciare. Peggio c’è solo “modulistica”.

Comunque, ieri il governo ha presentato il cosiddetto “decreto crescita”. Di che cosa si tratti lo spiega bene Il Post, che è ormai diventato la mia fonte di informazione pressoché esclusiva. Mi interessa quello che l’articolo del Post mette al punto 9:

Dall’anno scolastico 2013-2014, nelle scuole si potranno adottare libri di testo esclusivamente in versione digitale, o con versioni cartacee di supporto.

Bene, benissimo. Poi mi sono ricordato di un post di qualche tempo fa di Fabrizio Venerandi sulle peripezie per usare le versioni elettroniche dei libri di testo e mi sono chiesto se siamo davvero pronti per farlo. Prima o poi si dovrà fare e spero che avvenga il più presto possibile: non è ammissibile che un bambino che pesa 30 chili ne debba portare in spalla 15. Bisogna però legittimamente chiedersi quanto le versioni cartacee saranno “di supporto” o se non saranno invece quelle elettroniche a esserlo, quanti alunni andranno in classe con un tablet o con un portatile (e immagino un’impennata nelle polizze di assicurazione), quanto gli insegnanti, il vero collo di bottiglia nell’innovazione della scuola, accetteranno la novità.

Almeno adesso è ufficiale, se non altro. Da qui in poi può solo andare meglio.

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