Tag

,

In seguito alla chiusura di un contratto con un operatore telefonico, mia  moglie ha ricevuto un assegno da parte dell’operatore come rimborso di quanto aveva pagato in eccesso. L’assegno è stato emesso da una delle maggiori banche italiane ed è accompagnato da una lettera che dice, tra l’altro:

Tale assegno, allegato a fondo pagina, dovrà essere completato con la sua firma per traenza e potrà essere incassato presso un qualsiasi Istituto Bancario.

Mia moglie è andata nella banca più vicina a casa e, dopo una coda di un quarto d’ora, si è sentita dire che doveva andare in una filiale della banca emittente. Dato che nella nostra cittadina questa filiale c’è, ci è andata. Avevano già alcuni suoi dati, perché aveva fatto un’operazione qualche anno fa, ma non erano completi. Alla richiesta di completarli la risposta è stata che non era possibile e che sarebbe dovuta andare in un’altra filiale. Quando lei ha chiesto perché non era possibile completare i dati le è stato risposto che non era possibile.

Ho quindi chiamato una filiale della banca emittente in cui lavora una persona di nostra conoscenza per sapere se avrebbe cambiato l’assegno. Mi ha fatto qualche domanda e ha detto di sì. Nel pomeriggio mia moglie ci è andata e, una volta arrivata, ha scoperto che la cassa chiude ogni giorno alle 12,45.

L’importo dell’assegno è di 81,87 euro, in buona parte già speso in benzina e tempo perso.

Si dice che i cittadini dovrebbero avere fiducia nelle banche. Forse le banche dovrebbero iniziare ad avere fiducia nei cittadini.

Annunci