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Persone che conosco hanno scritto su Facebook un testo simile a questo:

Oggi [data], come titolare di questo account in Facebook, dichiaro, alle parti interessate e in particolare all’amministrat­­ore di società di Facebook, di essere titolare dei miei diritti di autore che sono collegati a tutte le mie informazioni personali, commenti, testi, articoli, illustrazioni, foto, video professionali, etc.etc. (come da Convenzione Berner).
Per l’uso commerciale di quanto sopra menzionato, sarà sempre necessario il mio consenso scritto. Con questa affermazione, è severamente vietato a Facebook di divulgare, copiare, distribuire, diffondere o eseguire qualsiasi altra azione contro di me basata su questo profilo o il suo contenuto. Queste azioni proibite si applicano anche ai dipendenti, studenti, agenti o membri di qualsiasi società, sotto la direzione o il controllo di Facebook. I contenuti del mio profilo, sono informazioni private e riservate. La violazione della mia privacy può essere punita dalla legge (UCC 1-308 – 1 308 1-103 e lo statuto di Roma), in Brasile dal codice di protezione e tutela del consumatore (legge 8.078/90) e in Argentina dalla legge 26.388 del CCP.

Che non serva a niente l’ha già scritto il solito Paolo Attivissimo. Io aggiungo qualche considerazione. Intanto la “Convenzione Berner” non esiste; esiste la “Convenzione di Berna“, che fissa i principi per la protezione di opere letterarie e artistiche. Nel testo c’è una confusione generalizzata tra privacy e diritti sui contenuti, che sono due cose ben diverse.

Il punto è sempre quello: ci iscriviamo a Facebook e, quando arriviamo al punto in cui dobbiamo dichiarare di avere letto e accettato le norme, diciamo di sì e proseguiamo. Certo, leggere tutto richiede tempo e attenzione, e alcuni dettagli possono sfuggire, come le clausole scritte in corpo sei nei contratti cartacei.

Ho letto discussioni infinite sul fatto che se si scarica un’app a pagamento da App Store e poi si decide di non usarla, non è possibile trasferire l’app a qualcun altro. Non è un sopruso, è scritto nel contratto, che si dovrebbe leggere prima di accettare. Se non lo facciamo non possiamo poi nasconderci dietro una dichiarazione di principio senza nessun valore legale.

Se poi proprio non vogliamo perdere mezza giornata a leggere tutto, possiamo anche non iscriverci a Facebook o usare App Store. Sembra incredibile, ma nessuno ci obbliga a farlo.

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