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Ci stavo pensando proprio in questi giorni, prima ancora di leggere un articolo di Lucio Bragagnolo su come i computer siano macchine virtualmente senza limiti, che possiamo piegare alle nostre esigenze, facendo con loro sempre qualcosa di nuovo e spingendo sempre un po’ più in là il confine del possibile. La questione, semmai, è definire che cosa sia un computer.

Ci pensavo perché, con ritardo e in modo estremamente limitato, sto provando a giocare con una serie di possibilità offerte da alcune app, come Launch Center Pro o Drafts, in grado di sfruttare una specifica chiamata x-callback-url che, in estrema sintesi, permette a un’app di compiere una certa azione e passare il risultato di quella azione a un’altra app, la quale a sua volta può fare lo stesso, in una catena virtualmente infinita.

La lista delle azioni disponibili per Drafts, per esempio, è lunghissima, ed è destinata a crescere a mano a mano che altre app iniziano a supportare la specifica. Ci sono molte azioni predefinite pronte da usare, ma il vero salto di qualità, e il vero divertimento, consiste nello scriversi da soli le azioni, studiando e applicando la sintassi corretta e modificando il codice se il risultato non è quello che speravamo. Macstories ha pubblicato un lungo articolo che spiega le basi per sfruttare x-callback-url.

È proprio vero: i computer sono virtualmente illimitati nelle loro potenzialità. Sta a noi avere la curiosità e lo spirito giusto per imparare qualcosa di nuovo.

Dimenticavo: il nome di questo computer così potente è iPhone.

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