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Ho già scritto della chiusura di Everpix. Adesso, a pochi giorni di distanza l’una dall’altra, arrivano le notizie della chiusura di Readmill e di Editorially. Il primo era una piattaforma (con relativa app) per leggere libri e condividerli con gli altri. La scelta era discreta, anche se soprattutto in inglese. Il secondo era un ambiente per scrivere, che supportava Markdown, il controllo di versioni e modifiche, la collaborazione tra diversi autori e molto altro (per dire, era lo strumento scelto da Shawn Blanc e dal team di The Sweet Setup).

Nessuno dei due era un prodotto amatoriale, anzi. Il problema è che entrambi erano gratuiti e alla lunga il modello non ha retto. Everpix era a pagamento, ma non è bastato.

Quello che mi stupisce è che non sia spuntata qualche azienda di dimensioni maggiori che assorbisse tutti questi progetti, validi e per molti versi innovativi. È probabilmente un segno dei tempi: le acquisizioni si fanno se possono rendere soldi o se possono aiutare un’azienda a espandersi in tutti gli ambiti di un certo settore (penso all’acquisizione di WhatsApp da parte di Facebook), non per garantire la sopravvivenza di un progetto valido.

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