Regole ed eccezioni

Da ieri pare che sia obbligatorio per chi fornisce beni e servizi accettare pagamenti con bancomat e carte di credito per importi superiori ai 30 euro. Pare, perché non sono previste sanzioni per chi non si è adeguato. D’altra parte, come potevano i commercianti sottostare a una norma così vessatoria, pensata solo per favorire le banche? Dice Confesercenti che è una batosta, una spesa inutile e via discorrendo.

Poi uno esce dall’Italia. Per stare alla mia limitata esperienza, in Svizzera, Lussemburgo (non esattamente due paesi in cui le banche non abbiano un certo peso), Germania, Francia, Belgio, Austria, Paesi Bassi, Regno Unito, USA, uno paga come vuole per gli importi che vuole, carta di credito anche per un caffè e un croissant. Il pagamento in contanti non è la regola, ma l’eccezione.

Eppure i negozi non chiudono, le aziende non falliscono, i commercianti non protestano. Chissà da noi quando succederà.

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3 pensieri su “Regole ed eccezioni

  1. Sai benissimo che il punto non è questo.

    Non stiamo parlando di un oggetto come Square, gratuito con una piccola % di trattenuta per l’erogazione di un servizio.

    Stiamo parlando di un nolo di dispositivo, più canone, più costi di gestione, più addendum su transazione… poco poco, senza transazioni, è una cosa che mi costa sui 550/600€ annui.

    Come mi spalmo nei mesi questo costo se già oggi il mercato dei professionisti fa “a gara” con certificazioni energetiche a 35€ acquistate su Groupon?

    Io che sono retto mi attengo alla norma, ma il “collega” risparmia e non ha un costo extra annuale da ammortizzare e fa prezzi più bassi. Ed in questo periodo tutti cercano solo il prezzo più basso…

    Infine, perché questa norma vale per i professionisti e non – ad esempio – per le ASL dove ci si ritrova a pagare centinaia di euro in contanti?

    1. So che la questione è più complessa e che ci sono dei costi fissi che pesano soprattutto sulle realtà più piccole. Mi chiedo solo perché in Italia è così difficile che passino i cambiamenti che mirano a facilitare la vita delle persone. Penso per esempio alle barricate dei taxisti, prima contro Bersani e adesso contro Uber, oppure alle rivolte quando si propone l’abolizione degli albi professionali.
      Poi non so dove vivi tu, ma io all’ASL pago con bancomat e carte di credito da parecchio tempo.

      1. Bravo… io vivo a Bari, e ti assicuro che fare due volte la coda perché devi correre ad un bancomat a prelevare non è così raro o improbabile.

        Quel che mi da fastidio è che davvero si regalano soldi ai “soliti noti”, ma comunque non si fa nulla verso il cittadino / contribuente, se non complicargli la vita.

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