Tag

, , , ,

Uno sente parlare della Guinea-Bissau e immagina che sia in Africa. Poi cerca qualche informazione in più e scopre che è uno dei paesi più poveri del mondo, che è poco più grande del Belgio, che ci vive poco più di un milione e mezzo di abitanti, che è un nodo importantissimo del traffico di droga.

In Guinea-Bissau vive un mio amico, Inquenhe Natanda. Inquenhe è venuto in Italia da ragazzo, si è laureato in psicologia e ha conseguito un dottorato in scienze pedagogiche e didattiche. Poi ha deciso di tornare nel suo paese per lavorare a un progetto ambizioso, chiamato Nô Djunta, che nel criollo locale significa “Mettiamoci insieme”, che ha lo scopo di unire la cultura, le conoscenze e le pedagogie tradizionali a quelle più moderne.

Il progetto ovviamente necessita di finanziamenti a breve termine: va saldata una fattura emessa per pagare il container con cui Inquenhe ha portato in Guinea-Bissau tutto il materiale necessario al progetto e alla sua permanenza sul posto.

Il container ha un costo di 6.500 euro. Fino a oggi le associazioni che sostengono il progetto (Equatore Onlus, Orizzonte Ediesse, l’associazione italo-guineana Pedagogia Senza Frontiere) hanno raccolto poco più della metà. Occorrono ancora circa 3.000 euro, da trovare entro novembre.

Chi volesse contribuire può scoprire come fare leggendo il volantino che illustra il progetto. In alternativa, prometto una risposta e informazioni esaurienti a tutti coloro che mi scriveranno.

Grazie a tutti. Ogni piccolo contributo è importante.

Annunci