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Ai siti che vivono pubblicando la qualunque, purché serva a screditare Apple, senza farsi mai nemmeno una domanda, non pare vero potersi lanciare nella presa in giro di chi, infettatosi con WireLurker, è costretto a una serie di operazioni per disinfettare Mac e iPhone.

Ricordo brevemente cosa bisogna fare per prendersi WireLurker:

  1. scaricare un’app per Mac da siti non meglio identificati;
  2. ignorare l’avvertimento di OS X che informa che l’app non proviene da uno sviluppatore identificato;
  3. inserire la password di amministratore quando il sistema lo richiede;
  4. collegare iPhone al Mac via cavo;
  5. consentire all’iPhone di installare un certificato di autorizzazione senza neanche chiedersi come mai appaia quella domanda per lo meno strana.

Diciamo che la situazione non è esattamente identica a quella di chi, con Windows, si ritrovava il PC infettato senza nemmeno accorgersene.

Il paradosso, peraltro, è che quegli stessi siti usano queste sedicenti minacce per provare che OS X e iOS non sono sistemi sicuri. In realtà dimostrano solo che, attenendosi ai comportamenti previsti e proposti da Apple, rischi non se ne corrono.

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