Ti do quattro

Capita spesso che un ragazzo si porti a scuola uno zaino che pesa un terzo di quanto pesa lui. Ci sono ragazzi che hanno i libri in formato digitale, su un computer o su un tablet, ma neanche loro sono esonerati da questo esercizio da sherpa.

Ci sono giorni in cui, per un accumularsi di incombenze, lo zaino non basta neanche a contenere i libri e si deve ricorrere a una cartella supplementare. Allora provi a spiegare a tuo figlio che qualcosa può anche lasciare a casa, “tanto hai la versione Pdf”. Ma lui no, non cede. Provi ad andare a fondo della questione e scopri che alcuni insegnanti mettono quattro se non hai i libri e, di conseguenza, lui non vuole prendere un quattro.

Al momento gli dai ragione, a nessuno piace rovinarsi la media per una cosa del genere. Poi, però, rifletti. I voti che finiscono sulla pagella sono voti che riguardano la didattica, non il possesso o meno dei libri, e infatti, guarda caso, i quattro per mancanza di libri non vengono scritti sul libretto scolastico ma sul diario. In altre parole, sono un deterrente che non deterre, una minaccia con una pistola giocattolo, che intimorisce solo un ragazzino che, già in posizione di soggezione rispetto al suo insegnante, ha paura e non vuole rischiare.

Quel quattro racconta molto degli insegnanti che lo minacciano e lo danno, e non è un bel racconto.

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