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Un paio di commenti recenti a un mio vecchio post mi danno l’occasione di parlare ancora di PowerPoint di come davvero serva molta attenzione per non far sì che lo strumento si sostituisca alla testa di chi lo usa.

L’insegnante di arte di mio figlio ha chiesto agli alunni di scegliere alcuni quadri impressionisti e di farne una presentazione con PowerPoint. Continuo a non capire perché un insegnante imponga uno strumento invece di un altro, oltretutto dando per scontato che gli alunni lo sappiano usare, ma tant’è. Non avendo PowerPoint, mio figlio ha usato lo strumento più simile che aveva a disposizione, cioè il modulo per le presentazioni di LibreOffice, esportando poi il risultato finale nel formato PowerPoint.

Il grosso del lavoro è stato decidere come strutturare il lavoro. Ne abbiamo parlato insieme e abbiamo stabilito che la cosa più importante era che il quadro fosse sempre visibile mentre lui lo descriveva. Abbiamo quindi deciso di dedicare a ogni quadro tre slide: la prima mostrava il quadro con il nome e la data di nascita e morte dell’autore, la seconda mostrava di nuovo il quadro e dava informazioni sulla data di realizzazione, la tecnica, le misure e il luogo in cui è conservato, la terza “spiegava” il quadro dal punto di vista artistico, anche qui con l’immagine ben in evidenza. Nessuna transizione, nessuna dissolvenza, nessun elemento che compariva in un secondo tempo. Fosse stato un Pdf, non se ne sarebbe accorto nessuno.

Il giorno della presentazione, mio figlio mi ha raccontato che i suoi compagni si sono sbizzarriti: qualcuno aveva il quadro in piccolo al centro della diapositiva e il testo che compariva poco per volta in bracci simili a quelli di una mappa mentale; qualcuno mostrava il quadro in una diapositiva e in un’altra, piena solo di testo, lo spiegava; qualcun altro ha costruito una specie di libro in cui le pagine si sfogliavano a ogni clic.

L’impressione che ho avuto, e che ha avuto anche lui, è che molti abbiano cercato di dimostrare la loro padronanza con PowerPoint e i suoi effetti speciali. Lo strumento ha preso il sopravvento. Il pubblico avrà apprezzato le transizioni. I quadri, beh, la prossima volta, guardando il libro di testo.

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