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Temo invece che mi toccherà ancora parlare di PowerPoint.

Qualche giorno fa siamo andati con nostro figlio all’open day di una scuola secondaria, dato che per lui è il momento di decidere dove vuole andare dopo la terza media. L’indirizzo di studi che ci interessava era presentato da due insegnanti bravissime, preparate e motivate. Ahimé, la loro preparazione è servita a poco davanti allo strapotere di PowerPoint.

La presentazione è partita con una musica di sottofondo e con un ritmo incalzante di slide che si susseguivano in un tripudio di effetti speciali. Siccome, però, alcuni aspetti meritavano un’attenzione maggiore, una delle due docenti ha cercato di fermare la presentazione. L’unico modo che ha trovato è stato fare clic in un punto qualunque dello schermo. Questo ha fatto apparire un menu contestuale che ha effettivamente fermato la presentazione, pur coprendone un pezzo, ma non ha bloccato la musica, che ha continuato ad andare senza che nessuno trovasse il modo almeno di diminuirne il volume.

Quando, poi, in un paio di diapositive sono apparsi alcuni alunni che raccontavano la loro esperienza, il sonoro era già andato chissà dove, per cui di quello che dicevano non è rimasto niente.

Confido che un giorno riuscirò a cogliere il valore aggiunto di PowerPoint. Comincio però a pensare che quel giorno non arriverà mai.

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