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Premetto che non so molto di quello di cui sto per scrivere, per cui potrei commettere errori e imprecisioni.

Nostro figlio è un appassionato giocatore di Minecraft. Non solo gioca, ma guarda anche i video che altri giocatori, chiamati “YouTuber”, pubblicano su YouTube, in cui spiegano tecniche di gioco e mostrano esempi (credo).

La scorsa settimana ci ha informato che domenica era previsto un incontro di questi YouTuber al Castello Sforzesco di Milano e ci ha chiesto di accompagnarlo. Quando siamo arrivati abbiamo visto un tendone e abbiamo pensato che l’incontro si svolgesse lì. Invece no: fuori dal tendone c’erano capannelli di ragazzi intorno ai loro eroi, i quali, a loro volta, erano ragazzi come loro, forse solo poco più grandi. Foto, autografi, strette di mano: tutto come con i divi, ma i divi non si distinguevano dagli ammiratori. Una cosa assolutamente informale e rilassata, come vecchi amici che si incontrano dopo tanto tempo.

Tutto sommato, è stato per noi “vecchi” illuminante vedere come, se lo si vuole, dietro ai social network ci sia ancora la dimensione del contatto umano.

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