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Il popolo dei concorsi, il popolo del Web, il popolo delle partite IVA, il popolo del Family Day, il popolo dei vegani.

Ho sempre pensato che il ruolo dell’informazione fosse aiutare a capire, a distinguere. Vedo invece che si va a caccia dei clic, che si generalizza e si ammassa tutto in un contenitore indistinto (il popolo, appunto), che alla fine non rappresenta niente. Gli oltre quattromila che hanno partecipato al concorso di Verona lo avranno fatto per gli stessi motivi? E sono una mandria transumante che si sposta da un concorso all’altro sperando prima o poi di superarne uno?

Si parla di fusioni tra giornali, ma a me piacerebbe anche che si parlasse un po’ della qualità delle informazioni che riceviamo. Invece niente. Chissà se esiste anche un popolo dei delusi.

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