Oggi a scuola ho la verifica di iPhone 8

Curzio Maltese, su Facebook:

La scuola, o meglio gli insegnanti, e non certo tutti, sono uno dei pochi fattori di resistenza all’omologazione. Per questo negli ultimi decenni, una finta riforma dopo l’altra, si è giunti a demolirne il ruolo e il prestigio. E tuttavia, si continuano a escogitare trovate “moderne”. Per fare un esempio, io non ho nulla contro l’introduzione a scuola di tablet e smartphone, ma che il dibattito sulla modernizzazione si riduca a questo, o ad avviare i giovani al tirocinio nei fast food, quando i programmi si fermano all’Ottocento, mi pare desolante. Senza nulla togliere al bellissimo iPhone 8, del quale i ragazzi già sanno tutto, forse sarebbe più urgente far scoprire ai ragazzi Caproni, Gadda o Pasolini, o la storia della guerra in Vietnam, che non possono contare su una vasta copertura mediatica e pubblicitaria.

Cosa dire? Che chi ha un minimo di esperienza scolastica (io ho insegnato per 14 anni e ho due figli) sa benissimo che pochi luoghi tendono all’omologazione più della scuola. E non parlo dell’omologazione rispetto al mondo, ma al suo interno, dove chi spicca non viene valorizzato, non esiste un vero insegnamento individualizzato e alla fine tutto si riduce ad arrivare al sei.

I programmi non si fermano certo all’Ottocento. Maltese avrà figli che vanno a scuola? Mio figlio, che quest’anno inizia la terza superiore, durante l’estate ha letto Calvino, l’anno scorso ha letto Sbarbaro. E poi, certo, Caproni e magari anche Alda Merini e Tabucchi, ma non vorremo trascurare Foscolo, Manzoni, il Dolce stil novo. E Pirandello sarà abbastanza moderno? Dove tagliamo? E se il tirocinio, anziché nei fast food, si svolgesse in un’osteria tradizionale, sarebbe meglio?

Bellissima poi l’idea, solo suggerita, ci mancherebbe, che la scuola insegni come funziona l’iPhone 8. Se così non fosse, qual è il nesso logico tra sapere tutto di iPhone e non conoscere Caproni, come se fosse una responsabilità della scuola?

Oltre millesettecento like su Facebook. Mah.

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Pochi minuti

Uno degli aspetti di iPhone X che più fanno discutere è la presenza del cosiddetto notch, cioè quella parte in alto non coperta dallo schermo, in cui si trovano la fotocamera frontale, i sensori, il microfono e una serie di altri dispositivi.

Commentando un articolo in cui Marco Arment dice che Apple ha avuto coraggio nel compiere questa scelta di design, John Gruber fa le sue osservazioni e conclude così:

Non voglio proprio passare troppo tempo a sproloquiare contro qualcosa che ho usato solo per pochi minuti.

Poi penso alle decine, se non centinaia, di articoli usciti addirittura prima della presentazione dei nuovi iPhone, scritti da gente che aveva capito già tutto senza avere non solo tenuto in mano, ma neanche visto i nuovi modelli, e mi convinco che in un mondo ideale John Gruber sarebbe il preside di una severissima scuola di giornalismo.

Ci sono anch’io

Passo su Facebook pochi minuti alla settimana e già mi sembrano troppi.

Qualcuno scrive un post accorato sulla coppia vittima degli stupratori africani a Rimini. Tutto condivisibile, per carità: non si riprenderanno mai, è stata un’esperienza terribile, eccetera. Seguono decine di commenti, tutti simili: pena di morte, castrazione chimica, ergastolo senza processo, linciaggio. Nessun tipo di discussione, chi mette anche solo in dubbio che è difficile condannare qualcuno senza processo viene zittito.

E io mi chiedo che bisogno senta così tanta gente di mettere un commento uguale a quello prima e a quello dopo, senza nessun contributo costruttivo, senza nessuna voglia di discutere ma solo di unirsi al coro. È un modo di affermare la propria esistenza al mondo, perfettamente integrati in un branco che ha smesso di pensare, sempre che l’abbia mai fatto.

Conferme

Ho già fatto l’esperienza in passato, ma ogni volta resto piacevolmente sorpreso da come tutto funzioni senza difficoltà.

Abbiamo acquistato un nuovo MacBook Air per sostituirne un altro che sembra non essere recuperabile nell’immediato. Tolto dalla scatola e avviato, il sistema ha chiesto se doveva recuperare un backup Time Machine o impostare come nuovo. Ho scelto di recuperare dal backup, che si trova su un NAS Synology collegato in wi-fi. Il nuovo Mac ha aggiornato il sistema operativo e poi ha iniziato a recuperare i dati.

Tutto questo ha richiesto meno di tre ore, in cui il Mac non ha mai avuto bisogno di assistenza, salvo nei tre minuti iniziali. Al termine, il nuovo era un clone esatto del vecchio.

Se devo spendere di più per guadagnare mezza giornata di vita, spendo volentieri.

Il popolo sovrano

Beppe Grillo:

I giornali e i tg sono i primi fabbricatori di notizie false nel Paese con lo scopo di far mantenere il potere a chi lo detiene. Sono le loro notizie che devono essere controllate.

Propongo non un tribunale governativo, ma una giuria popolare che determini la veridicità delle notizie pubblicate dai media. Cittadini scelti a sorte a cui vengono sottoposti gli articoli dei giornali e i servizi dei telegiornali. Se una notizia viene dichiarata falsa il direttore della testata, a capo chino, deve fare pubbliche scuse e riportare la versione corretta dandole la massima evidenza in apertura del telegiornale o in prima pagina se cartaceo.

Facciamo finta che sia una cosa seria e trattiamola di conseguenza. Chi sceglie a sorte i cittadini? Quale competenza hanno i cittadini per stabilire se una notizia è vera o falsa? Chi li paga per le ore o i giorni necessari a una verifica seria? Quali strumenti mettiamo loro a disposizione? Chi decide quali sono le notizie da controllare (questa è facile: lo decide Grillo e le notizie sono solo quelle che riguardano il M5S)?

Tutto sa di regime, ma non è una sorpresa. Aspetto con ansia i regolamenti attuativi di questo diktat.

Convalide multiple

È arrivato anche giugno, il che significa che non si deve più fare l’abbonamento mensile a Trenord per i figli che vanno a scuola. In sé non sarebbe una grande notizia, se non fosse che per tutto l’anno scolastico mi sono portato dietro una domanda a cui non ho trovato risposta.

Ci sono tre modi per fare un mensile Trenord. Il primo è quello antico: si va in stazione, ci si rivolge allo sportello e si consegna la tessera, dopodiché ci pensa l’addetto. Il secondo è un po’ meno antico: si va in stazione e si carica l’abbonamento sulla tessera tramite la macchina emettitrice, pagando in contanti, con bancomat o carta di credito.

Il terzo modo è quello che dovrebbe essere più semplice: si fa tutto online. Basta andare sul sito di Trenord e si può decidere se pagare con carta di credito o PayPal, dopodiché dovrebbe essere tutto a posto. Invece no, perché prima di poter viaggiare bisogna comunque passare dalla macchina emettitrice e inserire la tessera in modo che l’abbonamento sia convalidato e la macchina rilasci la ricevuta del pagamento. Peraltro, la conferma dell’abbonamento arriva due volte per email, una volta da PayPal e un’altra dalla stessa Trenord. Perché allora bisogna ripassare dalla macchina e convalidare di nuovo qualcosa di cui abbiamo già una doppia conferma?

Il pezzo di carta

Mi stupisce lo spazio dedicato alla polemichina sulla laurea o non laurea della nuova ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli. In famiglia abbiamo una assistente sociale e un educatore professionale: entrambi i titoli sono stati conseguiti presso scuole regionali e all’epoca non erano lauree. Da quando, però, le università rilasciano queste lauree, anche quei titoli sono stati equiparati a lauree e chi li ha conseguiti ha il diritto di farsi chiamare “dottore”.

Tra l’altro, molti di quelli che hanno attaccato la neoministra non hanno mai trovato niente da ridire quando Maurizio Landini, che ha la terza media, ha espresso opinioni su tutto, perfino sulla riforma della costituzione.

Con questo non voglio dire che si debba per forza avere una laurea, né che la laurea automaticamente dia autorevolezza e competenza. Landini non ha continuato gli studi per motivi di necessità familiare, Fedeli ha seguito quel corso e non un corso di laurea perché voleva fare quello. Per dire, Alessandro Di Battista, della cui autobiografia possiamo leggere stralci interessanti, ha non solo una laurea ma addirittura un master di secondo livello.